La nostra esperienza di allevatori

Monica Zambernardi e Giuseppe Brollo Architetti

 

IL CANE DA PASTORE DI CIARPLANINA

 

Alleviamo cani per passione

La nostra storia di allevatori ha compreso cani di diverse razze: i Bloodhound, i Parson Jack Russel ed ultimamente anche i Border Collie, ma le soddisfazioni maggiori le abbiamo avute nella selezione del Cane da Pastore di Ciarplanina.

Già nel gennaio 1997 all’Esposizione Internazionale di Milano i nostri Ciarplanina sono stati premiati come miglior gruppo di allevamento, negli anni abbiamo avuto diversi riconoscimenti sulle riviste cinofile, quali "Cani di razza", “Argos”,“Work Dogs” e "Note's dogs news". Le foto dei nostri cani sono pubblicate anche su diversi atlanti enciclopedici.

Ma questo non é il  motivo per cui alleviamo cani, appartengono ad una scelta di vita, per noi è fondamentale condividerne la vita quotidiana, mescolarci a loro quando é possibile, talvolta accontentarci del loro sguardo vigile e costante che osserva ogni nostro spostamento all’interno della casa, ci tranquillizza la loro presenza pari a quella degli angeli custodi.

 

Da tempi immemorabili il cane costituisce il miglior compagno dell’uomo e il simbolo costante e presente di un’aggregazione umana dal villaggio di pastori, alla famiglia, alla singola persona. Con l’industrializzazione e l’urbanizzazione é stato stravolto questo equilibrio perché fondamentalmente l’uomo si é consapevolmente o inconsciamente sradicato dal rapporto con la natura. Attraverso l’allevamento dei cani cerchiamo di ristabilire nella vita quotidiana quel contatto privilegiato che nasce anche da una passione personale e dalla volontà di ricomprenderli nella funzioni quotidiane assegnando loro compiti domestici di grande utilità come “fare la guardia”.

 

Attraverso l’osservazione dei nostri cani, impariamo a studiarne il carattere ed il comportamento in ragione dei diversi modi di rapportarli agli uomini. Vogliamo in generale approfondire la conoscenza degli aspetti ambientali e culturali, di conoscenza dell’interazione nel branco e con gli uomini, da ultimo l’evoluzione del cane introdotto in ambienti non originari. Attraverso loro  comprendiamo molti meccanismi di comportamento sociale degli uomini, intuiamo il temperamento e la positività delle persone che si avvicinano e abbiamo indizi sulla qualità dell’ambiente e delle sostanze presenti.

 

Affermazioni ricorrenti nel mondo cinofilo, di conservazione dei caratteri primitivi delle razze, sopravvivono solo nelle parole. Crediamo che non sia svilente delle razze canine, piuttosto che animali o umane, ammettere che talune perdite dei caratteri originari a seguito delle migrazioni possano portare alla formazione di nuovi “standard” (caratteristiche psichiche e morfologiche), anzi riteniamo sia corretto comprendere e al più controllarne gli sviluppi. Viceversa riteniamo che la stretta conservazione dei caratteri sia dannosa alla sopravvivenza della specie d’appartenenza dal momento che se ne innesca per volontà, necessità o per caso la diffusione in un ambiente sostanzialmente diverso.

 

Un esempio che ci pare pertinente è ciò che è accaduto ai neri con la tratta degli schiavi che trapiantati nel nuovo continente in nuove condizioni ambientali hanno originato con gli afro-americani, una nuova “razza” alternativa a quella originaria non nelle caratteristiche morfologiche salienti come il colore della pelle o certi rapporti di proporzione, ma sostanzialmente nuova nella struttura più solida e armonica. Cioè nuove condizioni di vita portano alla formazione di un ceppo autonomo rispetto a quello originario talune volte con risultati sorprendentemente buoni. Crediamo che la fissità della razza tra gli uomini come negli animali sia realisticamente poco naturale. Non crediamo che nella diatriba tra conservazione e progresso, che nell’alternanza di opposti sentimenti o credi ne abbiamo a guadagnare, ma nella predisposizione di attenta valutazione dei cambiamenti nel mondo animale e in quello umano, nell’etologia possiamo comprendere le superbe dinamiche della natura e condividerle nell’idea di un più rispettoso governo della società umana.

 

I nostri Ciarplanina

Ci siamo avvicinati al Pastore di Ciarplanina per caso quando un amico commerciante di articoli per animali ci ha regalato, una coppia di cani provenienti da Belgrado datagli in “pegno” da un commerciante serbo. Arrivano così Pasha, poi da noi chiamato Dante, e Alisa Od Megdana da noi chiamata Beatrice. Dalla loro unione abbiamo avuto una prima cucciolata molto bella caratterizzata da cani di morfologia superiore ma piuttosto introversi. La madre era particolarmente sottomessa al maschio e i parti molto difficili con più della metà dei cuccioli morti. Dopo circa un anno da Mostar arriva Blanka, rinominata da noi Cristiana, che darà nuove ed ottime cucciolate, benché morfologicamente inferiori e leggermente più piccoli del padre i nuovi arrivati sono tutti di ottimo carattere, particolarmente stabile, addestrabili e rustici. Poi da  Dante e Cristiana, rimangono con noi due figli della loro seconda cucciolata (8 settembre 1996) Sigismondo e Crimilde, poi arriva Clara figlia di Dante e di Duna la sua terza moglie residente in Liguria. Clara introduce una linea decisamente più lupoide, ereditata dalla madre, carattere equilibrato, riservata e sufficientemente diffidente, ma affidabilissima. Da Crimilde teniamo una figlia sfortunata, Mirjana, poco equilbrata, insicura e, purtroppo malata di epilessia che la stronca al 3° anno di vita. Da Clara nasce Lancillotto, un maschio morfologicamente fuoriclasse, forse troppo alto, ma davvero bello e di ottimo temperamento. Da cani di un nostro caro amico arriva Blanka che si integra molto bene con Clara e Lancillotto. Purtroppo nel 2011 muore Clara di vecchiaia e nel marzo 2012 muore anche Lancillotto per complicazioni renali e cardiache.

 

A questo punto rimaniamo solo con Blanka, e Shuggy, il border collie arrivato a novembre 2011 dopo la morte dell’ultima nostra Jack Russell, Jasmine. Ma Blanka è decisamente persa senza il suo branco. Cosa fare? Ricominciare tutto, partire da zero o quasi, con nuovi cani. Il 24 aprile partiamo per la Serbia verso la terra d’origine del Ciarplanina! Destinazione Trešnjevica, dall'allevatore di Sar Planina Nebojša Stefanović.

Abbiamo affittato un camper e dopo aver attraversato la Slovenia, la Croazia e la Serbia sotto Belgrado, siamo arrivati a destinazione, poco lontano dal Parco Nazionale della Sar Planina.

Cani bellissimi, persone ospitali e simpatiche, un'esperienza bellissima, unica!

Siamo tornati con due cuccioli promettenti, ASI e ZEN. I due cuccioli si sono inseriti senza difficoltà, Blanka ha ripreso vitalità soprattutto grazie a ZEN, e la piccola ASI adora giocare all’impazzata con Shuggy e fare lunghe passeggiate con lui sui pascoli di montagna. Un branco ibrido ma equilibrato e vivace, che lavora benissimo sulla guardia.

A distanza di un anno, il 20 aprile, è nata la prima bellissima cucciolata di ASI e ZEN: sono nati 9 cuccioli, 6 femmine e 3 maschi, tutti sani e molto vivaci.

Ciascuno di loro ha trovato una meravigliosa famiglia e con loro il proprio destino. E' rimasta con noi la piccola Rose, la calimera tutta nera.

Trascorsi 6 mesi dalla nascita dei suoi primi cuccioli, l'intraprendente ZEN colpisce ancora! Questa volta la single convinta, la bella Blanka, che dopo tanti vani tentativi questa volta ci dona i suoi cuccioletti, nati il 22 novembre 2013. E' stata una bellissima cucciolata, tutti i piccoli hanno trovato una grande famiglia che a sua volta ha trovato un grande cane! I nuovi padroni non mancano di aggiornarci su come procede la vita dei nuovi arrivati, sono tutti molto contenti e sorpresi dall'equilibrio che riscontrano nel loro cane e di quanto siano protettivi nei confronti dei figli più piccoli, quando presenti.

Così tutto è ricominciato, ZEN è diventato nuovamente papà il 3 giugno 2014, con la bella LUCY, di origine macedone e presto anche i suoi figli ci daranno nuove soddisfazioni.

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La pacifica convivenza

In una famiglia di Ciarplanina la pacifica convivenza é governata da regole gerarchiche molto rigide: il padre domina indiscusso su tutta la prole e sulla femmina, questa a sua volta domina sui figli naturali e sui cuccioli di altre fattrici introdotti. Il figlio maschio in maturità entra in competizione violenta con il padre, motivo per cui sarebbe meglio avere un unico maschio nell’allevamento. I maschi infatti non sono gregari e, come nel nostro caso, la sopravvivenza tra padre e figlio fu possibile perché padre e figlio non custodivano mai contemporaneamente lo stesso territorio e non possedevano le stesse femmine se non in tempi differenziati, pena la morte.

 

I maschi sono molto fisici nell’espressione affettiva con il padrone, hanno espressione meno intensa e “intelligente” rispetto le femmine, apparentemente sembrano più bonari sono in realtà più determinati, temibili e talvolta incontrollabili nella difesa del territorio da estranei e cani. Mal sopportano l’addestramento e i rimproveri violenti. E’ spesso inutile sgridarlo, perché capisce perfettamente ciò che ci si aspetta da lui e obbedisce volentieri, purché ci si rivolga a lui con serietà e determinazione.  Sono generalmente cani molto riservati, sembrano svogliati e apparentemente autonomi, in realtà sono sempre molto vigili anche quando dormono e sono legati profondamente al padrone e alla famiglia, guidati dall’istinto di possesso e difficilmente scappano. 

 

Già dai primi mesi sanno fare la guardia a quello che identificano come loro territorio, che non deve essere necessariamente grande, può essere anche, temporaneamente, l’automobile del padrone. Fondamentale é non creare loro motivi d’equivoco, spingendoli a socializzare troppo per poi pretendere atteggiamenti offensivi con gli estranei o viceversa. L’ideale é istruirli ad un unico ruolo, per esempio di guardiani, confinandoli ogni qualvolta non ci sia bisogno di presidio e nel caso di visite, liberandoli solo quando gli si richiede la custodia e ovviamente la compagnia, così facendo abbiamo avuto ottimi risultati ed i cani investiti del loro compito sono soddisfatti. Sono facilmente conducibili in pubblico, nel qual caso la loro vigilanza si riduce e la reazione non avviene se non viene invasa una circonferenza immaginaria di non più di un paio di metri. Amano però stare prevalentemente a casa propria, se però si abituano ad uscire capita che questo diventi  per loro un momento speciale di grande gioia.

 

Non e’ un cane da addestrare con gli stessi parametri con cui si affrontano altre razze quali Pastori Tedeschi o Dobermann, lo si snaturerebbe e comunque non si otterrebbero mai i risultati che ci si attende perché non ama essere meccanizzato, il suo dovere è un messaggio genetico. Il nostro capostipite, Dante, é stato iniziato a tale disciplina ma l’ordine gli risultava talmente odioso e provocatorio che ogni volta rispondeva alzando la zampa posteriore verso il padrone spruzzandolo audacemente di urina per ricordagli che lui non ha bisogno di sentirsi dire cosa deve fare.

Le femmine che per natura sono più gregarie e protettive specialmente dei bambini, rispondo in maniera più soddisfacente all’addestramento purché si tratti solo di obbedienza.

 

La sua educazione necessita un padrone temperato, che lo rispetti sempre se vuole essere rispettato. La nostra esperienza come padroni ci ha insegnato a non attenderci nulla da loro per ottenere il meglio. Ci capita che padroni troppo ansiosi di vedere il proprio Ciarplanina all’opera nella guardia e nella difesa sin da tenera età non ottengono buoni risultati e si indispongono nel vedere che il cane non risponde a ciò che loro si aspettano. Può essere la combinazione di diversi fattori: non é da escludere che così come succede tra gli esseri umani anche tra i cani ci possono essere esemplari di poco carattere, ma generalmente sono determinanti il rapporto con il padrone e i fattori ambientali. Per esempio un Ciarplanina che sin da piccolo viene lasciato per molto tempo solo in una proprietà in cui nessuno vi abita é difficile che sviluppi la difesa del territorio se qui non vi abita il suo padrone, se questi inoltre non ha costruito un rapporto affettivo sincero o non ha saputo trasmettere con precisione al cane il suo compito di utilità é difficile pretendere da lui determinazione ed interesse. Spesso succede che le potenzialità di cane determinato nella difesa della famiglia e della casa, originariamente le pecore e il territorio da esse occupato, vengano scambiate per aggressività deliberata e si incorre in padroni che si attendono questo e si lamentano se il proprio cane non é aggressivo, i danni si possono immaginare.

 

Un’ altra situazione che può creare confusione nell’esercitare la guardia é quella in cui il cane, lasciato sempre libero nel proprio territorio viene incoraggiato a socializzare con tutti oppure quella in cui il cane non prende reale possesso del territorio se viene costantemente lasciato nel suo recinto e aperto solo per andare a passeggio con il padrone.

Una femmina di Ciarplanina, da noi ceduta, allevata in appartamento non ha mai sviluppato la struttura fisica ed il sottopelo che tanto vanto fa della razza, abituata al contatto continuo con gli umani della famiglia e degli estranei ha sviluppato fintanto che l’abbiamo avuta in osservazione, un carattere remissivo e timoroso, appoggiato alle figure forti della casa. Anche altri cani da noi ceduti e tenuti liberamente in casa, non isolati dagli estranei, ma portati a socializzare quotidianamente con una continua sequela di persone, senza un territorio “privato” seppur minimo da governare o proteggere non sono riusciti a sviluppare un carattere equilibrato ed affidabile, i più sono apatici, timorosi e poco reattivi; lo stesso per i cani con un padrone (o famiglia) di poco polso e propensi ad instaurare con il cane un rapporto vizioso e viziato.

 

L’esperienza più bella é stata quella di Vuc, figlio di Dante e Cristiana che abbiamo ceduto a Giuseppe un amico che vive a circa 2000 mt in una baita autocostruita, Alpe Sattal, solo con il suo cane; Vuc è stato un cane molto socievole ma nel suo territorio, che era il cocuzzolo della montagna, non poteva entrare nessuno. Spesso il Ciarplanina é tanto più socievole ed equilibrato quanto più é determinato in situazioni di guardia o se percepisce istinti negativi.

 

Questi casi sono solo osservazioni nate dalla nostra esperienza non riteniamo di dovere affermare delle regole, né tanto meno verità assolute, anche il Ciarplanina dopo tutto non sfugge a fenomeni molto più complessi che riguardano la psicologia e l’etologia.

A questo proposito abbiamo sviluppato la proposta e la sperimentazione con i nostri cani di un programma di rieducazione e di utilità in una casa di reclusione, introducendo il Ciarplanina come cane delle carceri con il molteplice scopo di farne il guardiano d’elezione e, forse più importante, farne il compagno del personale preposto alla custodia. Purtroppo il programma originario è rimasto sulla carta e attende ancora una sua attuazione.

 

In conclusione vorremmo non dimenticare la sua prima vocazione  di cane da pastore, guardiano delle greggi e degli alpeggi. In Italia i lupi stanno lentamente ricomparendo sulle nostre montagne e i pastori spesso danneggiati potrebbero prendere in considerazione la possibilità di destinare il Ciarplanina alla custodia degli animali come ancora succede nei paesi balcanici originari della razza. Ma anche in situazioni meno estreme il Ciarplanina è un ausilio efficace per contrastare l’incursione di piccoli predatori nei ricoveri degli animali d’allevamento.

La popolazione slava con cui siamo entrati in contatto al principio della nostra avventura di allevatori si è dimostrata ottima conoscitrice della razza, attenta allo standard e a narrarne con orgoglio gli aspetti leggendari, depositaria di quella che é l’anima di questa razza. Basta vedere uno dei film di Emir Kusturica “Gatto nero Gatto bianco”, oppure “Prima della pioggia” di Milcho Manchevski per capire quanto il Ciarplanina appartenga al mondo balcanico.
 

 

Pubblicazioni sui nostri cani:

Stefano Nicelli, Un campione di antiche virtù, in “Argos”, n. 96, ottobre 1995

Valerio Travi, Il pastore di Ciarplanina, implacabile guardiano, in “Argos”, n. 122, dicembre 1997

Il Pastore della Ciarplanina, in Work Dogs, n.64, dicembre 1997

Dossier. Il pastore di Ciarplanina, in Notes Dog's News, n. 63, 1999

Dog & Dogs, guida cinofila, Edizione 2000, Editeco Milano